Un’intima
confessione, a tratti poetica, a tratti comica, ma sempre profonda, diretta,
coinvolgente. Jeff Foster ti prende per mano nel guidarti nel suo modo di vedere il mondo, e lo fa
senza forzature, con incantevole semplicità e autorevolezza portando il lettore
a comprendere cosa sia il Sé di queste forme, cosa sia illuminazione. “Un’assenza straordinaria” è un libro
splendido sia per chi è abituato alle parole della non-dualità - al suo gergo, ai
suoi manierismi - che per chi è nuovo a tutto questo e magari non sa neppure
perché questo semplice libretto gli stia capitando tra le mani.
“Non cercare di capire nulla di questo libro,
ma resta aperto alla possibilità che possa accadere un’illuminazione. Lascia
che le parole ti scivolino addosso. Esponiti alla luce della loro presenza. Se
senti alcuni concetti di questo libro come un qualcosa che ti si presenta come
una sfida, è perché sono una sfida. Sfideranno ogni singola idea che tu abbia
sulla spiritualità e sulla vita e sul mondo e su di te. Potresti persino
trovare alcune parole come minacciose nei confronti del tuo senso di identità,
nei confronti delle tue idee e verso chi sei, verso le tue nozioni di verità. Resta
aperto a questa possibilità. E sappi che colui che ha scritto questo libro è
colui che lo sta leggendo. Se qualunque cosa in questo libro ti sembra dura o
crudele o rude, questa non è la sua intenzione. L'intenzione non è di scioccare
o di fare arrabbiare, ma di condividere la possibilità di un amore che sia
assoluto, incondizionato. Nel tuo sogno, questo libro è apparso dal nulla, per
ricordarti di ciò che sai già”.
Parole di pura magia, di cui Foster è davvero un fantastico
prestigiatore.
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